Per le aziende e le Web Agency è diventato sempre più difficile trovare metodi che permettano di classificare i siti internet nei primi risultati delle ricerche di Google.

Le query di ricerca di Google, ossia le interrogazioni che vengono poste ad un database, generano una risposta in snippet che sono gli elementi che compaiono nella pagina del motore di ricerca. Lo snippet è composto da una parte azzurra denominata Tag Title, il titolo, una verde che prevede l’URL ossia l’indirizzo della pagina e una Meta Description che permette di capire cosa contiene l’articolo prima ancora di aprirlo.

Le domande poste che generano risultati in primo piano sono quasi triplicate negli ultimi due anni. Questo è ciò che rilevano gli ultimi dati tracciati da Moz una società di software e device di Seattle che offre agli acquirenti strumenti SEO che includono ricerca per parole chiave, link building, audit sul sito e approfondimenti di ottimizzazione.

Quando un utente vuole ricercare qualcosa su Google digita nel quadrato bianco in alto una domanda e il motore di ricerca, in questo caso Google, fornisce una risposta. Quest’ultima potrebbe comparire in un riquadro bianco in alto nella pagina sopra a tutti gli altri risultati della ricerca, questo risultato viene chiamato snippet in primo piano (featured snippet). Il testo che si trova all’interno di questo riquadro bianco dovrebbe essere la miglior risposta alla nostra domanda.

Ponendo lo snippet in primo piano come posizione zero, cosa succede agli altri risultati quando pone una domanda la cui risposta viene visualizzata nel risultato in primo piano? Semplice, il numero 1 della pagina dei risultati dei motori di ricerca viene spinto in basso e a seguire tutti gli altri. Molti proprietari di siti web all’avanguardia si sono lamentati di questa mossa di Google perché ha ridotto in maniera significativa i piazzamenti guadagnati sulle SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca).

Per inserire i contenuti in uno snippet in primo piano bisogna guadagnarselo. Molti esperti del settore sono ancora carenti in materia e non sanno che lo snippet in primo piano non è sinonimo di risultato organico numero 1 ma semplicemente di una selezione del motore di ricerca in base a parametri prestabiliti.

Il primo passo da seguire per ottenere buoni risultati è determinare quali siano le quesiti (query) migliori riguardanti l’argomento scelto e di conseguenza capire quali siano le domande che gli utenti del target selezionato si pongono. In seguito è necessario analizzare tali quesiti, comprendere quale seguire per primo e infine partire alla ricerca delle parole chiave per creare il cosiddetto “contenuto esca”.

Le web agency hanno il compito di analizzare dove si colloca il sito dei propri clienti rispetto alle query più diffuse, per farlo i passaggi fondamentali sono 4:

  1. Identificare i contenuti classificati tra i primi 10 risultati di Google prendendo in considerazione le parole chiave scelte. Per questo processo è necessario utilizzare strumenti di Search Console che sono servizi che ti consentono di monitorare e gestire la presenza del proprio sito nei risultati di ricerca. Visionare le statistiche di Google Search Console permette di capire quali query inviano maggiore traffico. Più click si ottengono, più la query in questione risulta popolare e più alta è la posizione, maggiori saranno le possibilità di essere visti.
  2. Scegliere uno strumento di ricerca di parole chiave che permette di classificare le query più popolari in base al target di riferimento. Sono diversi gli strumenti di ricerca disponibili sul web come Serpstat, SEMrush e Ahrefs. Studi dimostrano che più lunga è la parola chiave, maggiori sono le probabilità che Google risponda con uno snippet in primo piano.
  3. Controllare i suggerimenti in “Le persone chiedono anche”. Oltre alla ricerca di parole chiave, fondamentale per una strategia efficace, è necessario anche leggere attentamente Google Suggest che fornisce idee per creare contenuti a cui i lettori sono maggiormente interessati.
  4. Utilizzare un foglio Excel per classificare e organizzare le query di ricerca diventa la regola per non perdere il focus tra le centinaia di parole chiave che gli strumenti proporranno.

Ovviamente queste sono solo le basi che permettono al sito internet di apparire tra i primi risultati delle ricerche di Google. Le aziende e le Web agency devono seguire altre strategie di marketing per poter sfidare con successo i concorrenti del web, tra queste, le più sfruttate sono il content marketing e l’ottimizzazione SEO.

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